Il termine “cognitivismo” si deve a Neisser che ha introdotto e sistematizzato questa teoria nella sua opera “Psicologia cognitivista

Il cognitivismo, nello studio della mente, rivolge l’attenzione all’analisi dei processi mentali attraverso i quali l’individuo acquisisce informazioni dal mondo esterno, le elabora, le struttura e le conserva.
L’individuo compie continuamente un gran numero di operazioni mentali: prende decisioni, impara nuovi concetti, risolve i problemi, pianifica le attività.
Il cognitivismo si propone di comprendere in che modo avvengano questi processi mentali.
La mente umana viene considerata nella sua complessità, non più assimilabile ad una “black box” (scatola nera) all’interno della quale non è possibile osservare cosa accade, ma paragonata ad un computer che elabora e trasforma le informazioni in entrata (INPUT) e produce risposte in uscita (OUTPUT), attraverso l’attivazione di processi sequenziali.
A differenza del comportamentismo che studia le condotte osservabili, il cognitivismo studia, ipotizza e formalizza i processi cognitivi non osservabili mediante la costruzione di modelli che rappresentano, semplificano e simulano la realtà mentale senza la pretesa di riprodurla
fedelmente.

Dagli anni settanta inizia a rafforzarsi la convinzione che gli eventi mentali e cognitivi non possono più essere ignorati e l’interesse si concentra su ciò che succede nella mente degli individui che apprendono e sull’analisi dei processi che mediano l’apprendimento, come la percezione e la memoria.

Per spiegare il processo di apprendimento viene utilizzato il modello dell’elaborazione delle informazioni che considera l’apprendimento come “l’insieme delle attività e dei processi interni inerenti all’acquisizione delle conoscenze, all’informazione, alla memoria, al pensiero, alla creatività, alla percezione, come pure alla comprensione e alla risoluzione dei problemi”.
L’essere umano è dunque un elaboratore attivo di informazioni, simile ad un computer e l’apprendimento è definito come una modificazione all’interno delle strutture mentali dell’individuo.